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BrigataBorghetti's Blog

Conoscenza è Potere

ED: Guida Completa al Combat

Il Combat di Elite Dangerous è costituito da meccaniche di una profondità e di una complessità da togliere il fiato e che si adatta alla perfezione a stili di combattimento e di gioco completamente diversi l’uno dall’altro, sempre a patto che si decida di intraprendere con decisione la strada che porta alla regola numero uno.

REGOLA 1: Ingegneri.

Già che ci siamo, regola due.

REGOLA 2: Ingegneri.

Stabilito questo e visto l’approfondimento dedicato presente tra le guide della Flotta, si può iniziare a scendere nel dettaglio del combattimento spaziale di Elite Dangerous.

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E’ il populismo, stupido ! (traduzione dell’articolo di Alberto Fernandez sul Caracas Chronicles)

Mi sono imbattuto in un articolo del Caracas Chronicles che parla di populismo, da una nazione che si ritrova dopo vent’anni di politiche di questo tipo, letteralmente alla canna del gas. Non lo commento, non serve: parla da solo, e parla la storia recente del Venezuela e purtroppo la possibile storia futura del nostro Paese. Le domande che si pone l’autore meriterebbero qualche risposta, soprattutto da quelli che oggi, con superficialità e pericolosa miopia, non vogliono vedere dove potrebbero portarci queste politiche da adolescenti frustrati.

Questo è il link dell’articolo originale. In seguito riporto lo stesso articolo da me tradotto con l’aiuto di google translator e, soprattutto per il primo paragrafo, da un amico di lingua spagnola.

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Un po’ per tutti

Finalmente le elezioni sono passate e la maggior parte degli italiani è tornata a parlare di calcio. Io però qualcosina da dire ce l’ho ancora, un po’ per tutti.

(escludendo i vari rigurgiti fascistodi perchè onestamente non saprei proprio che dire a tali incommensurabili enormi teste di cazzo, che comunque hanno preso meno voti di un rappresentante di classe di scuola media quindi possono tornare nella fogna dalla quale sono usciti, sempre ricordando il loro ducetto pelato appeso a testa in giù a Milano)

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Propaganda

Oggi vi propongo una sorta di gioco: i paragrafi che seguono sono tratti da un documento del quale non vi svelo ne’ il titolo ne’ l’autore (entrambi sono celeberrimi) ma che spiegano i concetti cardine della propaganda politica ed evidenziano inquietanti similitudini con i metodi adottati ancora oggi da una fetta sempre più consistente della politica.

Quando scoprirete l’identità di titolo ed autore, capirete perchè l’utilizzo del termine “inquietante” è decisamente appropriato.

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Il mio piano (e forse non solo il mio) per sfruttare la più idiota tra le proposte populiste: il reddito di cittadinanza

Va bene, alla fine mi sono deciso. Inutile cercare una luce nell’avvilente panorama elettorale che sta abbattendosi sulle nostre case, meglio adattarsi e votare chi renderà la mia vita più facile, fregandomene di tutto il resto.
Se fossi un imprenditore disonesto non avrei dubbi: Berlusconi da sempre è paladino della difesa dei reati finanziari ed il mio voto andrebbe diretto a lui. Ma non sono un imprenditore.
Se fossi un coglione fascista con quoziente intellettivo limitato e la stessa cultura di una capra, beh, inutile dirlo, voterei Casapound (anche se pure Salvini ha le sue garanzie).
Se fossi un pensionato o quasi-pensionato non avrei nessun problema: praticamente ogni partito politico è obbligato a leccare il culo alla categoria e relativi, potentissimi, sindacati e mi basterebbe iscrivermi ad uno di questi per vedere i miei diritti tutelati.
Ma non faccio parte di nessuna delle categorie precedenti, sono solo un dipendente di una società privata e quindi, siccome mi sono rotto il cazzo di lavorare, ecco che spulciando tra le promesse elettorali ho trovato a chi dare il voto…

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Rigurgiti sempre più forti di medioevo

Vi rimando alla lettura di un articolo che ho appena letto su Wired, che si pone le stesse domande ed evidenzia le stesse assurdità a cui pensavo ieri guardando un programma che parlava di spazio ma, invece di inoltrarsi nelle meraviglie e nei misteri (veri) dell’immenso cosmo che circonda ogni cosa, si concentrava su lucine e suoni che qualche personaggio dalla dubbia conoscenza scientifica attribuiva (ci mancherebbe) a ufo ed alieni.
Il ritornello è il solito: ho visto una cosa, non ho la minima idea di cosa sia: è un alieno.

A questo link l’articolo a firma Gianluca Dotti, che critica le assurdità di un analogo programma Rai.
Buona lettura, cari marziani.

che honestà ! – aggiornato

La Stampa prosegue l’analisi del fattaccio delle parlamentarie grilline (si può dire grilline o necessariamente serve il marchio registrato di casaleggio associati ?) con l’intervista all’attivista del Movimento5Stelle Debora Borgese, colei che ha messo in circolazione l’audio in questione.

Ecco la breve intervista, che potete trovare sul sito de la Stampa:

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Il corposo curriculum di Luigi Di Maio

Dopo tante accuse contro il Movimento 5 Stelle ed i suoi rappresentanti, voglio spezzare una lancia in favore di Luigi Di Maio e nello stesso tempo aiutarlo ad aggiornare il suo curriculum, perché non vorrei che poi la gente pensi (pensi sarebbe il congiuntivo di pensare, Luigi, prendi appunti ché ho visto che hai un po’ di difficoltà a riguardo) che questo qui nella vita, a parte la politica, non abbia mai fatto nulla.
Faccio tutto questo perchè trovo ingiusto che l’unica attività lavorativa (addirittura imprenditoriale) che Di Maio abbia mai intrapreso non sia presente nel curriculum. Non è giusto, Luigi: così ti sottovaluti !

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Pericolosi idioti

I tempi del politicamente corretto sono finiti da un pezzo, sdoganati dagli orrori che siamo abituati a sentire da parte dei rappresentanti della classe politica che inquinano come un virus il Parlamento italiano. Personaggi di spessore culturale infimo, con quozienti intellettivi decisamente sotto la media e nessuna esperienza lavorativa o talenti che possano giustificare i loro ruoli istituzionali, che si mischiano a pochi furbi manipolatori navigati che li utilizzano come bestie da soma. Invece dell’aratro c’è l’urna elettorale; invece dei solchi nella terra ci sono i solchi nella speranza di un futuro migliore in un Paese che, come i suoi governanti, sta scadendo verso la mediocrità senza speranza.

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