Parlando con un amico a proposito del caos mediorientale, mi è venuto in mente che si fa molta confusione circa il motivo per cui gli Stati Uniti non scendano in campo in forze per sterminare l’ISIS sfruttando l’enorme gap militare che vantano nei confronti dello Stato Islamico.
Si può pensare che sarebbe facile per gli USA e per la NATO sconfiggere militarmente l’ISIS, e tecnicamente è la verità. Ma, come sempre, le cose sono un pò più complicate di quello che sembri…

Gli Stati Uniti sono attivi militarmente in questo conflitto, sono alleati delle forze armate del Governo Regionale del Kurdistan (i Peshmerga) e delle Unità di Protezione del Popolo, i curdi siriani dell’YPG, e con questi combattono sul fronte settentrionale, quello che lambisce il confine turco e attraversa tutto il nordest della Siria e l’Iraq settentrionale, compiendo missioni aeree sia offensive che difensive contro le postazioni dello Stato Islamico, fornendo quindi un fondamentale appoggio per le unità curde che compiono le azioni terrestri.
Detto questo, è difficile per gli americani aumentare il poprio grado di coinvolgimento militare, e non certo per l’assenza di “stimoli economici”, dato che le riserve petrolifere non mancano in quelle terre, ma perchè gli schieramenti in campo, militari o politici, coinvolgono tutte le potenze mondiali.

Proviamo a fare ordine sugli schieramenti di cui parliamo.

In uno schieramento c’è ovviamente la Siria di la Assad, quindi le Forze Armate Siriane, insieme al Fronte Nazionale di Difesa, un gruppo di milizie siriane locali finanziate dal governo. Con loro ci sono gli Shabiha, piccoli gruppi appartenenti alla criminalità organizzata che vengono utilizzati dal governo siriano per compiere azioni spesso particolarmente cruente. Dal 2013 la svolta per questo schieramento: l’ingresso in guerra dei libanesi Hezbollah. E questi da dove saltano fuori ?
La Siria è alleata storica dell’Iran sciita, così come il Libano. Con l’avanzata del fronte ribelle (di cui parliamo dopo) l’Iran ha deciso di aumentare il proprio coinvolgimentro tramite Hezbollah, che con la sua esperienza militare ha fornito alle forze governative siriane un appoggio fondamentale, recuperando terreno nei confronti dei ribelli e di fatto, facendo pendere di nuovo l’ago della bilancia di questa guerra dalla parte della Siria di al Assad.
A livello mondiale, questo schieramento è appoggiato dalla Russia, che finanzia la Siria e ovviamente dall’Iraq. Politicamente vicini anche la Corea del Nord e il Venezuela.

Nel secondo schieramento ci sono i ribelli. Inizialmente l’Esercito Siriano Libero, alimentato dalle diserzioni delle Forze Armate, era la forza dominante. Col tempo però la situazione in mano l’hanno presa le forze islamiste. E tra queste il Fronte al-Nusra, enclave ufficiale di al Quaeda, lo Stato Islamico (che negli anni ha cambiato vari nomi, ISIL, IS, ISIS…) e il Fronte Islamico, formato con l’appoggio saudita da diverse organizzazioni islamiste minori.
A livello mondiale, questo schieramento è appoggiato da Gran Bretagna e Francia, ma anche da altri stati sunniti come Turchia, Quatar e Arabia Saudita, oltre che dagli Stati Uniti ovviamente…ovviamente ? Eh si, perchè la Siria di al Assad è nemica storica degli USA. Così come lo è ormai diventata al Quaeda e più recentemente l’ISIS. Complicato ? Ma non è finito, perchè poi ci sono i Curdi, che teoricamente sono nello schieramento dei ribelli, ma la loro guerra civile è in atto praticamente da sempre e in questa situazione il loro nemico che prima era al Assad, adesso sono l’ISIS e al Nusra visto che le forze governative hanno dovuto concentrare i propri sforzi su altri fronti della guerra (a ovest e sudovest, dove oltre a Damasco ci sono le altre città più importanti della Siria, ai confini di Giordania, Cisgiordania, Israele e Libano).

Gli Stati Uniti non possono decidere di mettere fine alla minaccia dell’ISIS con un’invasione perchè le implicazioni politiche mondiali di questa guerra sono immani. Questo è il motivo, ancora prima del fatto che la politica americana di Obama risponde al rifiuto del popolo americano di piangere ancora i propri morti in guerre lontane, ma quando ci sono interessi che coinvolgono su fronti opposti tutte le principali potenze mondiali, non si può decidere di inondare un paese intero di Napalm (a parte il fatto che, come abbiamo visto, è complicato identificare le forze in campo, figuriamoci indicare obiettivi sensibili per i bombardamenti).

Come detto però, gli USA hanno identificato nei Curdi gli unici alleati possibili, e a questi ultimi stanno dando un appoggio fondamentale per i successi che fino ad ora stanno ottenendo nella guerra per la loro terra, oltre che per sconfiggere la minaccia islamista.

Questo, e anche il fatto che gli Stati Uniti hanno compreso la loro responsabilità nell’acuirsi di questo conflitto per quanto fatto con l’ultima guerra all’Iraq di Saddam, per aver messo il paese in mano ad un governo che si è rivelato incapace e pericoloso, e che con le sue azioni ha contribuito a fomentare il risentimento dei sunniti, autentica benzina sul fuoco nel calderone della Primavera Araba.

Annunci