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Nella strana sessione di calciomercato estivo di questo 2015, tra firme presunte e smentite clamorose, la vicenda legata al calciatore egiziano Ghaly Mohamed Salah rappresenta l’emblema dell’incapacità del governo del calcio (UEFA e FIFA) di gestire la situazione, ma ripropone la necessità di esercitare un maggiore controllo sulle modalità con cui vengono siglati i contratti e gli accordi tra le società professionistiche e i calciatori. Detto questo, la soluzione al “caso” sarebbe semplicissima, in un modo o nell’altro. Ma evidentemente la UEFA è già in vacanza.

Salah è un giocatore tesserato con il Chelsea che lo ha acquistato dagli svizzeri del Basilea nel gennaio del 2014 per la cifra di 15 milioni di euro. Ma il feeling con l’allenatore dei blues, Jose Mourinho, non è mai sbocciato, e per questo a gennaio del 2015 il giocatore è stato girato in prestito alla Fiorentina. Sul contratto c’è un’opzione che consente alla Fiorentina di prolungare il prestito anche per la stagione 2015/2016, e un diritto di riscatto (sempre in favore dei viola) di 18 milioni da esercitare eventualmente a fine 2015.

Ma qui iniziano i problemi, perchè la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un documento firmato dall’amministratore del club toscano, Sandro Mencucci, e dal procuratore di Salah. (Firma e controfirma in calce al documento le potete vedere qui).
Il linguaggio del documento è articolato e “avvocatesco” (ovviamente), e lascio a voi la lettura, ma provo comunque a sintetizzarlo:

Il documento contiene tre articoli che sostanzialmente dicono questo:

1 – la Fiorentina può esercitare il diritto di estendere la durata del prestito per un altro anno;
2 – la Fiorentina può decidere di esercitare il proprio diritto di riscatto;

e poi l’articolo 3, che è quello decisivo:

3 – il Club (Fiorentina) NON può esercitare nessuno dei suoi diritti stabiliti nelle “clausole” 1 e 2, a meno che il giocatore espressamente e per iscritto, notifichi al Club (sempre la Fiorentina) il suo desiderio di rimanere un tesserato del Club per la stagione 2015/2016 e oltre (questo articolo è espressamente chiamanto “Consent”, ovvero consenso).

4- nel caso in cui il Club non è in grado di ottenere il Consenso, il contratto di lavoro terminerà senza alcuna responsabilità sul giocatore, il 30 Giugno 2015.

Nonostante sia “avvocatesco”, il significato dell’articolo è chiaro: il giocatore e solo il giocatore può decidere di restare alla Fiorentina, e può esercitare questo diritto entro il 30 Giugno. Se non lo fa, il contratto termina e Salah torna al Chelsea, e non ha senso l’obiezione della Fiorentina che sostiene che in ogni caso questo documento non è valido perchè è passato il termine indicato (30 giugno), dato che l’articolo chiaramente parla di un Consenso che deve arrivare DAL GIOCATORE e PRIMA della data indicata. Quindi, il fatto che prima di quella data non sia “successo niente”, da torto al presidente Della Valle.

Detto questo però, non posso certo entrare nei meriti legali della questione (la Fiorentina sostiene che quel documento non abbia validità), anche se la situazione mi sembra più che chiara; ma il punto della questione è proprio questo: l’UEFA dovrebbe decidere, anzi…AVREBBE DOVUTO GIA’ DECIDERE, visto che ha in mano tutti i documenti e le competenze per prendere una decisione in tempi rapidi.
Invece, come al solito, l’immobilismo e la vergognosa debolezza politica dell’UEFA sta producendo l’ennesima battaglia legale tra società, che fa male al calcio, fa male alle società coinvolte, e pure al calciatore che non sa di che morte dovrà morire.

Noi, nel frattempo, aspettiamo che qualcuno abbia il coraggio di prendere una decisione, perchè solo di questo si tratta: questo benedetto documento è valido o no ? Perchè se è valido, la questione è semplice. Se non è valido…è semplice lo stesso, basta DECIDERE !

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