Questo articolo parte da una considerazione di base logica:

1 – una persona pubblica un articolo ed io lo leggo (“io” non ho competenze in quella materia);

2 – mi convinco che quello che dice l’articolo è la verità;

3 – si scopre che quell’articolo era stato falsificato perchè non c’erano prove scientifiche a sostenerlo;

4 – “io” capisco che chi l’ha scritto è una persona disonesta, e che evidentemente quello che sosteneva il suo articolo era falso;

5 – capitolo chiuso: quella tesi è stata smentita (anche per ammissione dell’autore stesso);

6 – se negli anni a venire sento qualcuno che ripropone quella tesi, “io” so già che è un falso e non lo sto neanche a sentire.

Mi sembra che il percorso logico sia ineccepibile. Eccovi quindi, per chi non la conosce (e suggerisco a tutti di conoscerla) la storia di Andrew Wakefield. Poi ditemi se per caso vi sembra che al giorno d’oggi siamo arrivati al mio punto “6”.

Le informazioni sono tratte dal sito MedBunker.

Andrew Wakefield era un medico chirurgo inglese che nel 1998 pubblicò questo articolo sulla prestigioso testo medico “Lancet”. Lo scopo della ricerca era trovare connessioni tra il vaccino trivalente e l’autismo.
Nonostante la mancanza di prove, Wakefield pubblicizzò la sua ricerca e grazie all’azione dei media la notizia si diffuse ampiamente nel Regno Unito causando un crollo delle vaccinazioni dal 93% al 75%. I casi di morbillo passarono da 56 casi nel ’98 fino ai 1348 nel 2008 con 2 bambini morti di morbillo. In Irlanda ci furono 100 ricoveri di bambini per un’epidemia da pneumonia ed edema cerebrale post morbillo, con tre decessi. Nel 2008 il morbillo fu ridefinito “endemico” e nel 2006 un tredicenne morì di morbillo in Inghilterra.

Con colpevole ritardo, la comunità scientifica riprese lo studio di Wakefield e lo esaminò scoprendo gravi mancanze e falsificazioni.
Non contento Wakefield continuò a pubblicare i suoi articoli, che furono sempre scartati dalla comunità scientifica internazionale fino a che un assistente di Wakefield denunciò i falsi commessi dall’autore durante le ricerche.
Per un meccanismo che oggi conosciamo bene, le bugie di Wakefield si diffusero anche oltre manica (come un virus), mentre nel frattempo 10 dei 12 coautori dell’articolo chiesero la rimozione del proprio nome dallo stesso, e anche la stessa Lancet rimosse l’articolo dai suoi archivi. Tutte le ricerche fatte per cercare di riproporre le tesi di Wakefield fallirono, e conclusero che non c’era evidenza del virus del morbillo in tessuti di affetti da autismo e nemmeno in affetti da Morbo di Chron.
La mistificazione di Wakefield fu così evidente.
L’ospedale nel quale lavorava lo licenziò, i media provarono a “recuperare” il danno che quel medico aveva fatto alla loro comunità (e soprattutto ai loro bambini), la giustizia britannica si occupò del caso e Wakefield fu processato per colpa medica.
Ma quello era solo l’inizio.
Le indagini scoprirono qualcosa di insospettabile.

Mai dichiarato da Wakefield venne appurato che un rappresentante di famiglie di bambini autistici, era un avvocato, aveva contattato il medico inglese per proporgli di effettuare degli studi che dimostrassero la correlazione tra autismo e vaccinazioni. Era un aggancio importante per quell’avvocato, stava per iniziare una causa contro le case produttrici del vaccino, per ottenere un risarcimento miliardario. Bisognava dimostrare che il vaccino per il morbillo causasse l’autismo.
Wakefield ricevette oltre 500.000 sterline per effettuare quello studio, proprio dall’avvocato. Avvenne una vera e propria organizzazione per il riciclaggio di tutto quel denaro, tramite società fittizie e compravendite fasulle.
Wakefield naturalmente smentì tutto ma un giornalista (Brian Deer) iniziò un’indagine intensissima che fu poi mandata alla TV inglese ed il medico fu costretto ad ammettere tutto, prima mentendo di nuovo sulla somma ricevuta e poi messo alle strette, ammettendola.
Incredibile come il grande complotto delle case farmaceutiche immaginato da chi ignora la realtà e da chi non è informato, si era trasformato in un complotto al contrario. Chi diceva di aver scoperto la verità era invece l’autore di una truffa colossale.
Ma non era abbastanza.
Andrew Wakefield giocò davvero sporco.

Si scoprì successivamente una mossa assolutamente inaspettata e subdola, il medico inglese aveva addirittura brevettato (UK patent application number 9711663.6, 6th June 1997) un sistema di produzione per i tre vaccini separati (e non trivalenti, cioè assieme nella stessa soluzione)(3), era questo il suo consiglio iniziale (ricordate?), non vaccinate i vostri bambini o fatelo con i vaccini separati: questi non erano in commercio, lui lo sapeva e si era preparato a venderli era tutto programmato…incredibile dove arriva la mente diabolica di certe persone.
Wakefield scherzò diverse volte sulle modalità di prelievo di sangue sui suoi pazienti che servivano allo studio (bambini anche di 5 anni). Raccontò egli stesso di suo figlio: attese la sera del suo compleanno (gli serviva un bambino di 5 anni, per le statistiche ed il figlio ne aveva 4) per fargli il prelievo, il bambino piangeva ed ebbe degli svenimenti, bastarono 5 sterline per calmarlo.

Il giornalista che indagò su di lui, scoprì altre falsità: bambini che avevano l’autismo PRIMA di vaccinarsi. Biopsie assolutamente normali che Wakefield classificò come patologiche, il laboratorio che effettuò le ricerche dei virus era del tutto inadatto, non attrezzato, non sicuro, non controllato, chiuse dopo pochi mesi dallo scandalo. E’ curioso osservare ancora una volta, che la gente che è convinta che i vaccini facciano male, alla fine non sono che vittime di un imbroglione cronico. Insomma, un guaio, che aveva provocato dei guai ancora più grossi. Diversi bambini ebbero gravi problemi (o morirono) per la sete di denaro di questa persona e furono inutili gli appelli delle autorità a non abbandonare le vaccinazioni.
Successivamente a quelle vicende per studiare l’ipotesi di Wakefield che aveva seminato il panico,nessuno studio e nessuna ricerca dimostrò una correlazione tra vaccini ed autismo, sempre smentita da tutti gli studi che sviscerarono in tutti i suoi aspetti il collegamento tra le due cose ed anche dall’evidenza. Una recente review ha confermato questa conclusione. I vaccini non causano l’autismo.
Nonostante questo, la voce circola ancora oggi.
Il disastro provocato da Wakefield fu enorme, spinto fondamentalmente dalla sete di denaro, non riuscì a salvare la sua integrità morale e procurò sofferenze inutili e morte a centinaia di persone. Wakefield fu pagato per mentire.

Questa è la storia di Andrew Wakefield, che dimostra la responsabilità dei media nella diffusione di notizie false che in certi casi possono portare a conseguenze drammatiche per la popolazione.

Nonostante questo, ancora oggi vedo sui social network persone che postano i link del Movimento 5 Stelle contro le vaccinazioni e tutto il solito gregge al seguito che, disinformato, crede di diffondere verità quando sta semplicemente riproponendo balle vecchie di vent’anni già ampiamente e in maniera definitiva smentite dalla comunità scientifica.
Credo che ci troviamo di fronte ad una responsabilità civile dalla quale non possiamo esimerci, e spero che l’ambiente medico si renda conto che queste storie sono pericolose e vanno affrontate con decisione.

Un mio amico, che ritengo una persona intelligente, è uno di quelli che ha postato recentemente la “battaglia” del M5S contro l’obbligatorietà del vaccino trivalente. La tesi sostiene faziosamente che non è giusto che lo Stato imponga un obbligo di questo tipo ai cittadini. Rispondendo a questo, io dico che invece lo Stato ha l’obbligo di difendere i cittadini dai propri errori, soprattutto se le basi per fare questo ci sono, sono confermate e non sono più in discussione.

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