Al camping Igueldo funziona così: se arrivi con un camper o con un qualsiasi veicolo ti rilasciano un bigliettino con un numero, che indica sostanzialmente il numero che hai nella fila per essere registrati al campeggio e quindi prendere il proprio posto, il giorno successivo.

Per la prima sera devi aspettare ma puoi parcheggiare il camper in un enorme prato che si trova proprio di fronte all’entrata del campeggio; lo staff ti rilascia un permesso temporaneo e tu puoi entrare liberamente al campeggio ed utilizzare bagni, docce e tutto il resto.
La mattina successiva uno del campeggio esce e comincia a fare entrare tutti i camper, uno dopo l’altro, secondo l’ordine di arrivo della sera prima.

Può sembrare complicato, ma è solo perchè non siete mai stati alla Semana Grande di San Sebastian.

Il prato del parcheggio è grande come un paio di campi da calcio e quando arriviamo noi, forse attorno alle sei di pomeriggio, ci sono solo un camper con moglie marito e due figli e un volswagen anni 70 con due tedesche.

Le tedesche sono state importunate, naturalmente, ma  non è di questo che volevo parlare…

insomma arriviamo e ci sistemiamo, siamo tra i primi che il giorno dopo entreranno al camping Igueldo. L’aperitivo a quel punto è leggendario, in cima alle colline che abbracciano le due baie della città illuminata a festa, sotto una pioggerella sottile che sembra quasi nebbia, circa settecentoquaranta bottiglie di tinto e le due tedesche. Scopriamo che una si deve sposare da lì a un mese. Servono altre duecentotrentacinque bottiglie di tinto per convincerla a non farlo, ma questa come dicevo è un’altra storia…

Insomma facciamo serata e torniamo al camper, tutti incredibilmente incolumi, e sveniamo nelle nostre brande. La mattina dopo, saremo tra i primi ad entrare, ed è davvero una fortuna visto che ora, alle sei di mattina, l’enorme prato parcheggio è pieno zeppo di camper, caravan, roulotte e macchine con tenda annessa; saranno senza esagerare duecento autoveicoli. Ci sarà parecchia caciara il giorno dopo…

 

…una dormita fantastica, non fosse stato per quello stronzo che la mattina dopo ci ha svegliato malamente sbattendo sulla porta del camper come se stesse cercando di abbatterla, e sbraitando in una lingua che sembrava un pò spagnolo e un pò…basco…
Massimetto apre la porta del camper ed io ricordo il bagliore, la luce che innonda lo stretto abitacolo ed il verde le prato…un prato immenso grande come due campi da calcio in cui la sera prima c’erano almeno cento mezzi tra camper, caravan e PORCAPUTTANA ! (e ho parafrasato)…

…nun se semo svejati regà…sò usciti trecento camper e noi nun se ne semo accorti…

…semo proprio cinque stronzi…

…apri na birra va

 

 

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