“Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno sapeva qualcosa e visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stata Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto è che il nome era sconosciuto e allora ho riferito.”

Forse la più curiosa, ma solo una delle tantissime, infinite briciole di misteri irrisolti che compongono quella miscela inconoscibile che è la storia italiana dal dopoguerra ad oggi.
Chi è l’autore di questa dichiarazione ? Di cosa sta parlando ?
Oggi faccio click-baiting pure io…ma a differenza di tanti, vi risponderò.

A raccontare è Romano Prodi (proprio lui, ma se qui cercate facili complottismi avete sbagliato blog), interrogato nel 1981 dalla Commissione Moro.
Parla di una seduta spiritica a cui aveva partecipato, il 2 aprile 1978, con alcuni amici tra cui Mario Baldassarri (ex vice ministro e parlamentare AN, PdL, Futuro e Libertà) e Alberto Clò (ministro del Governo Dini nel 1995). In quell’occasione il piattino aveva indicato, tra le altre cose, la parola “Gradoli”.
Quattro giorni dopo il Viminale autorizza un blitz nel borgo medievale di Gradoli alla ricerca di uno dei covi delle Brigate Rosse romane e possibile prigione del popolo di Aldo Moro. L’operazione però non porta a nessun risultato, nonostante la famiglia di Moro continui a suggerire agli inquirenti che esista anche una via Gradoli a Roma, in zona Cassia, su cui l’attenzione dello Stato non si focalizza. E’ stato sostenuto che via Gradoli non fosse nemmeno sulle pagine gialle. Non era vero.
Infatti, il 19 Aprile le forze dell’ordine fanno irruzione in via Gradoli 96 in seguito alla segnalazione dei Vigili del Fuoco su una perdita d’acqua, e scoprono uno dei covi delle BR abitato fino a pochi giorni prima anche da Mario Moretti. Proprio Moretti aveva lasciato volutamente la cipolla della doccia aperta puntata contro la parete così da provocare una infiltrazione che avrebbe attirato l’attenzione delle Forze dell’Ordine.

Il covo brigatista di via Gradoli avrebbe potuto essere scoperto prima, e questo è un dato di fatto. E perchè, nonostante la pressione della famiglia Moro e della stessa vedova dello statista democristiano, Eleonora, lo Stato continuò ad ignorare la pur evidente possibilità che esistesse davvero una via Gradoli a Roma ?
La Commissione Moro su questo nella relazione di maggioranza sembra suggerire una “onesta” incompetenza dello Stato e dei suoi organismi di sicurezza; in una delle relazioni di minoranza però, si osserva come questa presunta incompetenza sia macchiata in moltissimi casi di sospetti che, seppur non possano diventare certezze, se visti nella loro completezza alimentano il dubbio che quell’incompetenza fosse tutt’altro che “onesta” e che ci siano stati  (non solo durante il sequestro Moro), interessi convergenti che di fatto hanno orientato le scelte democratiche del Paese, sovrascrivendo i meccanismi decisionali della democrazia stessa.

La vicenda della seduta spiritica è di certo pittoresca, ma in realtà di per se il mistero non esiste: è evidente che Romano Prodi, personaggio importante del quarto governo Andreotti (sarebbe diventato Ministro dell’Industria a novembre del 1978), comunicò l’informazione di Gradoli alle autorità con il pretesto della seduta spiritica per la necessità di proteggere una fonte dello Stato che non poteva essere bruciata. Sono meccanismi noti e parte integrante di ogni sistema si sicurezza dello Stato.
I segreti e i misteri sono però tutto attorno, celati all’interno dei meandri della Storia; solo che i misteri non gridano, non sbraitano, non sono su un blog, su questo nè in nessun altro. La Storia è complessa, sfuggente, e alla fine se non la si guarda dalla giusta angolazione finisce per confondersi e per sparire dietro un paio di slogan. Se non si compie uno sforzo mentale e non si accetta di affrontare una ricerca seria ed obiettiva, alla fine tutto quello che rimane non è che un piattino che si muove da solo e che ci indica un qualcosa che non saremo mai in grado di trovare.

Come via Gradoli.

Annunci