Va bene, alla fine mi sono deciso. Inutile cercare una luce nell’avvilente panorama elettorale che sta abbattendosi sulle nostre case, meglio adattarsi e votare chi renderà la mia vita più facile, fregandomene di tutto il resto.
Se fossi un imprenditore disonesto non avrei dubbi: Berlusconi da sempre è paladino della difesa dei reati finanziari ed il mio voto andrebbe diretto a lui. Ma non sono un imprenditore.
Se fossi un coglione fascista con quoziente intellettivo limitato e la stessa cultura di una capra, beh, inutile dirlo, voterei Casapound (anche se pure Salvini ha le sue garanzie).
Se fossi un pensionato o quasi-pensionato non avrei nessun problema: praticamente ogni partito politico è obbligato a leccare il culo alla categoria e relativi, potentissimi, sindacati e mi basterebbe iscrivermi ad uno di questi per vedere i miei diritti tutelati.
Ma non faccio parte di nessuna delle categorie precedenti, sono solo un dipendente di una società privata e quindi, siccome mi sono rotto il cazzo di lavorare, ecco che spulciando tra le promesse elettorali ho trovato a chi dare il voto…

Ho trentasei anni, da quasi dieci sono un progettista di tubazioni nell’ambito dell’ingegneria impiantistica e nella società dove lavoro attualmente percepisco uno stipendio netto di circa 1400 euro al mese, con un lordo di 27000 all’anno. E poichè di lavorare già mi sono rotto i coglioni, non posso fare a meno di guardare con grande trepidazione alla promessa elettorale più populista ed idiota che abbia sentito in questi giorni: la promessa del Movimento 5 Stelle di istituire il reddito di cittadinanza.
E’ idiota e populista, ma come ho detto ho smesso di pensare al futuro del Paese; voglio che il MIO futuro sia migliore e quindi, fottendomene che questo comporterà probabilmente una catastrofe nel mondo del lavoro, voterò M5S per ottenere il reddito di cittadinanza e procedere come segue nel mio piano.
Questo include, ovviamente, anche il fatto che me ne sbatto del fatto che questi soldi dovranno in qualche modo essere presi da qualche parte (magari tasse, iva o chissà quale altro giro) perchè quello che conta sono IO.

Per prima cosa, devo individuare la categoria in cui ricado nell’ambito del reddito di cittadinanza. Ecco qui il link del disegno di legge.

1 – avere almeno 18 anni. Ce l’ho !

2- essere residente su territorio nazionale. Ce l’ho !

3 – percepire un reddito netto inferiore a 9360 euro annui o 780 euro mensili. E’ qui che devo lavorare; al momento sono sui 19600 annui (per quattordici mensilità), ma ho pronto il mio piano.

Innanzitutto bisogna dire che io faccio parte di una categoria di fortunati, quelli che possiedono una casa di proprietà e che quindi non devono pagare mutuo o affitto. Dal mio piano sono esclusi tutti quelli che DAVVERO avrebbero bisogno di una mano e che il seguente giochetto non possono farlo ma, ricordate, io me ne frego degli altri.

Quello che farò è licenziarmi dal mio lavoro e nel frattempo raggruppare un po’ di soldi facili di tfr. Questo mi porta ad essere disoccupato e quindi a rientrare nel progetto di reddito di cittadinanza e accaparrarmi subito i 780 euro al mese.

Ovviamente nel disegno di legge c’è scritto che devo dimostrare di cercare lavoro, ma a questo avevo già pensato. Come ? Ma che domande fate, amici miei ? Non abitate per caso in Italia ? E allora la soluzione è facile come bere un bicchiere d’acqua, basta entrare nel florido tradizionale mercato del lavoro nero che in questo paese è il motore trainante del settore lavorativo.
Che lavoro farò ? Semplice: lo skipper. So andare in barca a vela (in passato ho lavorato come istruttore), come detto sono un fortunato perchè un po’ di soldi da parte ce li ho e quindi posso comprarmi una barca ed appoggiarmi alle numerose conoscenze che ho nel campo per rimediare qualche cliente. Inoltre il settore turistico è il paradiso dell’evasione fiscale, quindi è perfetto.
Per essere chiari: fare lo skipper “per davvero” non è affatto facile: sei sempre in giro e soprattutto è un lavoro usurante a livello fisico e anche mentale (sei sempre sotto pressione perchè in barca non ti rilassi mai). Ma io non devo essere uno skipper vero, mi basta racimolare 300 euro al mese per tornare al mio stipendio attuale ma, grazie al Movimento 5 Stelle, non dovrò alzarmi tutte le mattine per andare a lavorare, mi basterà farlo ogni tanto, quando mi va, considerando che uno skipper (o comunque un conducente di imbarcazione) viene pagato circa 100 euro al giorno. In effetti mi basterebbe una piccola barca per portare turisti in giro una weekend al mese e sarei allo stesso livello salariale in cui sono ora.
Una parte di questi introiti, quella che mi serve per mantenere il reddito, la dichiaro. Il resto me lo magno.

Certo, sarei per metà “a nero” e non potrei contare sulla pensione, allo scoccare del mio centotrentesimo compleanno. Vabbè, non si può avere tutto nella vita.

E voi, ditemi, come intendete fregare lo Stato grazie al rivoluzionario reddito di cittadinanza ? Dite, dite !

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