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BrigataBorghetti's Blog

Conoscenza è Potere

Stadio della Roma, spiegato

In questo articolo voglio ricostruire la paradossale storia del progetto dello Stadio della Roma, del quale tutti parlano ma spesso senza cognizione di causa. La mia ricerca è stata accurata e per questo vi consiglio, se siete interessati, di partire con un po’ di pazienza e leggere le due delibere (giunta Marino e giunta Raggi), che in questo articolo ho cercato di analizzare e commentare.

GIA’ LO SO, che molti non lo faranno. E’ un diritto sacrosanto, quello di ignorare l’argomento. Solo che chi decide di farlo, poi dovrebbe avere la decenza di tacere.

deliberazione giunta Marino

deliberazione giunta Raggi

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Fake News ? Nooo, ma dai !

Non so se fa più ridere o più venire voglia di urlare, questa storia dell’inchiesta di Buzzfeed e del New York Times sulle “fake news” e sul loro legame con partiti di strilloni come la Lega ed il Movimento 5 Stelle.
Fa ridere perchè scopriamo l’acqua calda; fa incazzare perchè la cosa era evidente da anni a chiunque conservasse un briciolo di obiettività e di senso critico nella scatola cranica.

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L’odissea dell’Agenzia delle Entrate

Certo che ce ne vuole di coraggio per provare a convincere gli italiani che bisogna essere dei bravi cittadini, rispettare le leggi e pagare le tasse. Ci vuole una bella faccia tosta per sostenere che lo Stato sia al servizio della gente onesta e che nella lotta all’illegalità siamo tutti sulla stessa barca e fare la morale a chi magari, per sbarcare il lunario, subaffitta un appartamento in nero, commette abusi edilizi, si affida a conoscenze e raccomandazioni per evitare di finire inghiottito nell’assurdo labirinto antropofago della burocrazia italiana. Sopratutto, quando un cittadino onesto viene per la prima volta a contatto diretto con quell’enorme apparato di riscossione crediti che risponde al nome di Agenzia delle Entrate, capisce che l’unico scopo di questa informe ragnatela fatta di file, numeri, ferie buttate e giornate sprecate non è certo quello di aiutare il poveraccio a CAPIRE cosa deve fare per chiarire (o anche al limite, pagare) una disputa o anche una normalissima pratica, ma quello di costringerlo a pagare per poi (se ha altro tempo e soldi da buttare) affidarsi alla notoriamente veloce e chiara Giustizia per ricevere un eventuale rimborso.
La mia storia è sicuramente banale per chi ha avuto a che fare con questa faccia dello Stato (ne conosco di ben più paradossali), ma è una storia che vi voglio raccontare, anche solo per condividere il sentimento di profondo sdegno che provo per lo Stato che con tanta fatica e forse molta ingenuità cerco sempre di difendere dagli attacchi dei benpensanti che dicono: “fa tutto schifo”.

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Una lezione che non abbiamo colto

Una delle domande più genuine che uno si fa quando si parla di mafia è la seguente:

“che cosa posso fare io ?”

Se non sei un poliziotto o un magistrato, o un giornalista (quelli veri), quello che puoi fare ce l’hai davanti agli occhi, lo stai vedendo proprio in questi giorni su tutti i giornali (stavo per dire su tutte le testate) e su ogni social network. Quello che puoi fare è parlarne.

Si, perchè quello che è successo in questi giorni, la lezione che facciamo fatica ad imparare, è la mafia può essere sconfitta solo con l’intervento della società civile, che in mezzo a sacrosante discussioni sul calcio comincia a parlare di mafia.
Parla di Roberto Spada e scopre un universo criminale del quale la “testata” al giornalista di raidue Piervincenzi è meno che la punta di un iceberg. E parlandone, riparlandone, postando il video su facebook e generando una discussione generale sull’argomento, la società civile costringe lo Stato ad intervenire, costringe la politica ad affacciarsi sui problemi veri di questo Paese, impone a tutti i media l’attenzione su un tema che dovrebbe farci incazzare ben più dello zingarello che ruba quattro monete o dei crepacci sulle strade, perchè lo zingarello ti ha rubato quattro monete, le mafie stanno rubando il tuo Paese.

L’altro giorno, per esempio, in ufficio si parlava di questo argomento, ed un commento mi ha fatto pensare.

“si vabbè ma tanto noi che ce potemo fa ?”

E’ una considerazione ragionevole, giusta, è proprio la domanda che bisogna farsi…ma bisogna saperne leggere la risposta.

La risposta te la hanno data meno di ventiquattr’ore dopo i Carabinieri e la Magistratura, (tra le cui fila nonostante le banalità che spesso tutti diciamo lavorano persone e servitori dello Stato con i coglioni), che hanno colto questo impulso di autentica indignazione popolare e sono andati lì a prendersi Roberto Spada compiendo un’azione che non era affatto scontata, visto che il singolo fatto dell’aggressione non avrebbe potuto costituire motivo d’arresto se non descritto nell’ambito di una situazione di criminalità organizzata. E non era scontato, proprio per niente.

Se noi tutti non avessimo parlato di questa storia l’unico a ricordarsela sarebbe stato il povero Daniele Piervincenzi e magari l’operazione non sarebbe stata possibile.
Lo Stato è costretto ad intervenire quando la cosa diventa palese e tutti ne parlano, è il concetto che disperatamente ripetevano eroi della storia italiana come Paolo Borsellino, Giorgio “Boris” Giuliano, il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.

La mafia la possiamo sconfiggere solo così: sbattendo la sua faccia sulla coscienza dello Stato e della politica.

E in questi giorni, anche se non se ne sono accorti in molti, è proprio quello che sta succedendo. E temo che, come sempre, la lezione non sarà colta è tra qualche settimana le donne e gli uomini che dedicano la loro vita a combattere i fenomeni mafiosi saranno lasciati ancora una volta da soli. Così come Ostia.

Tor di Balle

procedimento di dichiarazione di interesse particolarmente importante”. E’ questo il termine burocratico dell’ennesima e forse più assurda follia della politucola italiana concentrata nella città di Roma da qualche tempo a questa parte.
Si parla dell’Ippodromo di tor di valle ed in particolare della tribuna, che poi sarebbe questa:

tordivalle

Secondo la Soprintendenza questo rudere avrebbe un qualche valore architettonico per cui il progetto dello “stadio della Roma” non può andare avanti.
E lascia stare i 60 milioni già investiti (che come ha fatto notare il direttore generale Mauro Baldissoni potrebbero generare procedimenti anche giudiziari) o i circa 400 milioni di euro dedicati alle infrastrutture pubbliche e la trasformazione di un enorme cesso a cielo aperto in un polo sportivo commerciale e di intrattenimento di livello mondiale; lascia stare potenziamenti al catastrofico sistema della mobilità di Roma per i quali il cittadino romano non dovrà pagare un euro e che in futuro persa questa occasione non vedrà mai più, e lascia stare pure qualche migliaio di posti di lavoro che tanto ci fanno schifo.

La follia di questo atteggiamento politico mi preoccupa. E ancor più che molti non se ne accorgano.

E domani, mamme, portate anche voi i vostri bambini a visitare il meraviglioso sito archeologico dell’Ippodromo di Tor di Valle :

via-ippodromo-di-tor-di-valle-una-discarica-continua-9

…………………… (volevo chiudere con una bestemmia)……………………………

 

Riso, risaia….nun c’è gnente da ride !

Ce l’avete presente si, la scena del cimitero di Bianco, Rosso e Verdone ? Spero proprio di si. Ecco questa sera pensavo ai fatti di attualità di questi giorni, e pensavo che questa frase calzasse proprio a pennello.

Lo ammetto prima di tutto: qualche sorriso me lo strappa la situazione che si sta creando in questi giorni a proposito dell’arresto di Raffaele Marra, con i giornali che si scagliano con tutti i loro titoloni e i grillini che a questo punto devono proiettare la loro fondante incoerenza a livelli così alti che noi uomini non possiamo neanche immaginare per salvare il salvabile e continuare ad attrarre boccaloni in giro per l’Italia.
Mi strappa più di un sorriso Beppe Grillo che fa dietrofront con i pulman e le bandierine perchè si rende conto, lui che a differenza di altri è tutt’altro che stupido, che forse per oggi sarebbe meglio evitare di arringare le folle al grido solenne di “onestà onestà” e tornare al quartier generale (una società privata che produce profitto in base al numero di click) a studiare un piano per uscirne illeso. E, per citare Grillo stesso, non perdere il culo, oltre alla faccia, visto che in tutta questa fanfara se li sta giocando entrambi.

Potrei stare lì a postare su facebook decine e decine di articoli oppure di foto divertenti e partecipare anche io al tirassegno, ma il mio problema è che io non sono come loro.
Io non sono pronto a scagliare la pietra e so, semplicemente perchè non sono un bambino, che i fili che muovono gli ingranaggi della società umana sono così sottili ed intricati che conoscerli a fondo e abbastanza per farsene un’idea è cosa estremamente complicata, e richiede tempo ed impegno.
Quindi non sto qui a berciare chiedendo le dimissioni del Sindaco Raggi solo per sfogare la mia frustrazione e fingere di voler davvero fare qualcosa di concreto per il Paese in cui vivo. Non fingo di conoscere quali siano i reati, o le irregolarità, o i cavilli di un sistema giudiziario come quello italiano, solo per sbandierare il mio “ve l’avevo detto” (o i vostri “svegliaaaaaa”) perchè sono convinto che questi siano argomenti che mai e poi mai potrò conoscere solo perchè ho letto un articolo su un blog o perchè me lo ha detto mio cugino.

Io non sono come voi.
Io non credo che la colpa sia sempre degli altri e che tutto mi è dovuto, perchè non mi è dovuto proprio un cazzo, neanche e soprattutto non la libertà nella quale sguazzo ogni giorno solo grazie a uomini migliori di me che in passato hanno dedicato la propria vita a cercare di fare di questo un Paese migliore e che sono andati a fondo delle questioni che ritenevano importanti, invece di credere a qualche santone.
Io non penso che siano tutti uguali, che siano tutti ladri o che siano tutti santi, che le cose possano essere tutte bianche o tutte nere. Penso che ci siano persone più capaci degli altri, o più coraggiose, o più stupide. Non so cosa veramente voi sappiate di Renzi o di Monti o fate voi, ma so cosa io so di Cossiga, o di Andreotti, o di Dell’Utri.
In ogni caso,
Parafrasando JFK, non chiedetevi cosa possa fare il vostro Paese per voi: chiedetevi cosa voi possiate fare per il vostro Paese.
Io sono preoccupato della deriva che sta prendendo questa nazione perchè sono convinto che la democrazia non funzioni quando il popolo è ignorante e si rapporta con superficialità ai temi più importanti della politica, che altro non sono che le decisioni che verranno prese da qualcun altro a proposito della nostra vita.
La Storia non si riconosce  quasi mai chi la vive. Solo chi la legge, decine di anni dopo, e questo in cui viviamo è un potenziale momento di transizione verso nuovi equilibri mondiali che probabilmente ci porterebbero in una situazione peggiore di quella in cui siamo, e solo l’idea che a gestire questa fase siano i vari strilloni da porta a porta che sento da diversi anni a questa parte mi fa accapponare la pelle.

E’ per questo che non rido delle tragicomiche avventure della Raggi perchè tutto quanto ricade sulla mia vita di tutti i giorni, sulle mie prospettive, sulla mia vita di tutti i giorni.

Che sia la furbizia di alcuni e l’idiozia di molti altri a mettere a rischio tutto questo, scusate se trascendo, ma mi sta parecchio sul cazzo.

Siamo tutti Charlie Hebdo…o no?

Quello che è successo con la vignetta di Charlie Hebdo sul terremoto del 24 agosto è paradossale, ma anche così evidente nel mostrare quanto il limite oltre al quale una persona si dice insultata sia estremamente sottile e pericoloso. E’ l’ultimo dei tanti casi in cui la satira risulta sotto la lente d’ingrandimento del mondo (almeno quello connesso) e a seconda di quale sia il nostro punto d’osservazione, cambi nettamente il nostro giudizio.

E poichè ogni sentimento, dalla rabbia allo sdegno alla felicità, resta un punto di vista personale, vi dico subito che per me quella vignetta non solo non faceva ridere, ma chi l’ha ideata e ancora di più chi l’ha pubblicata ha commesso una grave mancanza di rispetto nei confronti del dramma che si stava consumando nella vita di centinaia di famiglie.
Non ho nessun dubbio a riguardo.

Detto questo, mi sono chiesto (come faccio spesso) se anche il mio limite, diciamo limite alla sopportazione di un insulto, fosse solamente una cosa relativa. E ovviamente penso che sia così, così come sono convinto che le vignette su maometto hanno suscitato lo stesso livello di sdegno che abbiamo provato noi in tanti musulmani quando vedono le vignette su maometto. Non che condivida qualsiasi visione religiosa della vita, ma questo è un punto di vista personale: per alcuni offendere un dio è un atto che provoca sdegno mentre per me non lo è; per altri pubblicare stupide vignette su una tragedia è divertente mentre per me non lo è affatto.
Punti di vista. Ognuno pensa che il proprio sia quello giusto, ma è la definizione stessa di punto di vista.

Quello che voglio dire è che non possiamo decidere di difendere la libertà di espressione solo quando ci mostra qualcosa che ci piace, o anche solo quando non la riteniamo offensiva altrimenti non stiamo difendendo la libertà, la stiamo solo indebolendo, e alla fine di tutto se avessimo voluto davvero preservare la sensibilità delle vittime del terremoto non avremmo dovuto fare altro che chiudere la pagina di Charlie Hebdo dal nostro browser, e pensare ad altro.

“La libertà è un dovere, prima che un diritto è un dovere” (O. Fallaci)

la seduta spiritica

“Era un giorno di pioggia, facevamo il gioco del piattino, termine che conosco poco perché era la prima volta che vedevo cose del genere. Uscirono Bolsena, Viterbo e Gradoli. Nessuno ci ha badato: poi in un atlante abbiamo visto che esiste il paese di Gradoli. Abbiamo chiesto se qualcuno sapeva qualcosa e visto che nessuno ne sapeva niente, ho ritenuto mio dovere, anche a costo di sembrare ridicolo, come mi sento in questo momento, di riferire la cosa. Se non ci fosse stato quel nome sulla carta geografica, oppure se fosse stata Mantova o New York, nessuno avrebbe riferito. Il fatto è che il nome era sconosciuto e allora ho riferito.”

Forse la più curiosa, ma solo una delle tantissime, infinite briciole di misteri irrisolti che compongono quella miscela inconoscibile che è la storia italiana dal dopoguerra ad oggi.
Chi è l’autore di questa dichiarazione ? Di cosa sta parlando ?
Oggi faccio click-baiting pure io…ma a differenza di tanti, vi risponderò. Continua a leggere “la seduta spiritica”

Il muro di gomma al contrario

Le discussioni con un mio grande amico sono sempre grande fonte d’ispirazione per me, e di questo sicuramente lo ringrazio, anche perchè il mio interesse sui comportamenti umani nell’era dei social network e sul vario (incredibilmente vario) mondo dei complottismi da quattro soldi mi ha portato negli anni a farmi un’autentica cultura a proposito degli avvenimenti storici o degli argomenti sui quali si scatenano i sempre più numerosi tuttologi internettiani, ai quali ami abboccano chissà quante decine di migliaia di boccaloni sempre pronti a spengere il proprio cervello e lasciare ad altri il compito di pensare per loro.

Continua a leggere “Il muro di gomma al contrario”

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